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Area Salute
Lo studio delle terapie complementari e delle terapie per l’Hiv/Aids sono stati prioritari nella LILA fin dalla sua nascita. La medicina ufficiale e le terapie complementari si sono integrate e hanno convissuto all’interno della nostra associazione, così come nella vita di molte persone sieropositive.
ATTIVISMO E TRATTAMENTI ALL’INTERNO DELLA LILA
Nel 1993 La LILA entra a far parte dell’European Aids Treatment Group, un network pan-
Nel 1995 all’interno della Federazione nasce l’Area Terapie che si focalizza sulle terapie complementari e, successivamente, nell’ambito delle terapie convenzionali, di accesso e sperimentazioni cliniche. Si occupa inoltre di formazione e di aggiornamento interno della Federazione, compresa la produzione di materiale informativo su tutto quello che riguarda le terapie. L’Area Terapie Nazionale diventa un riferimento per le richieste che arrivano ai centralini telefonici delle sedi LILA e che riguardano i trattamenti: terapie disponibili in Italia, effetti collaterali e loro gestione, aderenza terapeutica, interazioni tra i farmaci antiretrovirali e le sostanze illegali, il metadone e quant’altro.
Nel 1996 all’XI Conferenza mondiale sull’Aids di Vancouver sono presentati i primi studi clinici su quello che diventerà lo standard di terapia: la HAART (Highly Active Anti-
Il 1996 è il punto d’inizio in Italia per l’attivismo vero e proprio sui trattamenti. L’associazione e le persone (alleggerite dall’emergenza “Hiv/Aids = morte”) possono liberare nuove energie sino ad allora utilizzate soprattutto alla lotta per la sopravvivenza.
Nel 1997 attivisti della LILA entrano nell’European Community Advisory Board (ECAB), che all’interno delle EATG si occupa delle sperimentazioni cliniche in ambito europeo.
Nel 1999 la LILA è tra le associazioni promotrici e fondatrici del primo Community Advisory Board Italiano (Italian Community Advisory Board) che promuove il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti nella valutazione e nello sviluppo delle sperimentazioni cliniche, e che ha reso possibile, in Italia, la mediazione e il dialogo tra produttori, ricercatori e “consumatori finali” dei farmaci per l’Hiv/Aids.
I-
Nel 2001 quella che era l’Area Terapie diventa Area Salute. Abbiamo concordato di chiamarci Area Salute per riprendere quello che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito come “stato di salute” della persona e cioè
“uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solamente l’assenza di malattia".
L’Area Salute è una delle Aree Tematiche della Federazione LILA ed è concepita come una rete di sedi locali LILA, che lavorano insieme sulla specifica dei trattamenti.
La mission dell’Area non è cambiata e la principale rivendicazione rimane l’emancipazione delle persone con Hiv, e la rivendicazione del loro ruolo attivo come persone rispetto al sapere scientifico, così come la riappropriazione del sapere scientifico, sia esso inerente alle terapie convenzionali, sia esso riguardante le terapie complementari.
Con il progredire della ricerca clinica oltre al virus e alle terapie che tengono la replicazione virale sotto controllo, l’attività dell’Area si è spostata su aspetti più ampi come la qualità della vita delle persone in trattamento, differenze di sesso/genere nella storia naturale dell’infezione da Hiv e nel suo trattamento, aderenza terapeutica, coinfezioni con altri virus.
Con il progredire della ricerca clinica, oltre al virus e alle terapie che tengono la replicazione virale sotto controllo, l’attività dell’Area si è spostata su aspetti più ampi come la qualità della vita delle persone in trattamento, differenze di sesso/genere nella storia naturale dell’infezione da Hiv e nel suo trattamento, aderenza terapeutica, coinfezioni con altri virus.
È importante individuare strumenti che possano misurare la qualità della vita, come per esempio i questionari da utilizzare negli studi clinici controllati. Infatti, oltre al modello classico di questionario sulla QdV che comprende dimensioni relative alle condizioni fisiche e i sintomi, essi dovrebbero ricondurre alla sfera emotiva e cognitiva, al ruolo sociale e al benessere soggettivo. L’infezione da Hiv/Aids coinvolge aree come: emozioni, comportamenti relativi alla sfera sessuale, preoccupazioni relative alla comunicazione della propria sieropositività ad altri, lo stigma e l’emarginazione sociale.
ATTIVITA' DELL’AREA SALUTE
Attualmente rappresentanti dell’Area Salute sono all’interno di alcuni protocolli clinici italiani dell’Istituto Superiore di Sanità, in veste di tutela e rappresentanza dei pazienti arruolati nella sperimentazione. Tramite gli incontri I-
L’Area si occupa della divulgazione di tutte le informazioni all’interno della Federazione sui trattamenti e sul loro accesso.
In molte sedi LILA nell’ambito dei servizi di centralino telefonico Info-
In particolare:
Lila Bologna: tutti i martedì dalle 19,00 alle 20,30 al 051.6350025 per il couselling sui trattamenti oppure inviate una mail a info@lilabologna.it
Lila Milano: per questo servizio contattare il centralino Lila Milano negli orari indicati; infoaids@lilamilano.it
Lila, attraverso i membri dell'Area Salute, partecipa ad alcuni dei più significativi network nazionali ed internazionali, tra i quali: ICAB, EATG e il Forum della Società civile su Hiv/Aids dell'Unione Europea. I documenti più interessanti vengono tradotti e pubblicati sul sito.
Progetti e Protocolli
I-
EATG -
Forum Società civile su Hiv/Aids dell'Unione Europea
SINTESI DELLA STORIA E DELLE TERAPIE PER L’HIV/AIDS
1981: Primo caso di AIDS segnalato dal CDC di Atlanta
1983: Il virus che causa l’AIDS viene isolato. E’ l’HIV: il Virus della Immunodeficienza Umana
1985: Viene messo a punto il test che ricerca gli anticorpi all’HIV. E’ il test ELISA
1986: Primo studio clinico controllato che utilizza AZT, un Inibitore Nucleosidico della Trascrittasi Inversa (NRTI)
1987: Su pressione degli attivisti l’FDA riduce i tempi di approvazione dei farmaci Anti-
1989: Su pressione degli attivisti la allora Burroughs Wellcome è costretta ad abbassare il prezzo dell’AZT
1989: Primo studio clinico controllato che utilizza una seconda molecola, il DDI (NRTI)
1992: L’FDA definisce un iter accelerato per l’approvazione dei farmaci anti –AIDS. E’disponibile una terza molecola, il DDC (NRTI)
1993: I risultati dello studio Concorde dimostrano che l’AZT in monoterapia non funziona
1994: Si usano le duplici terapie con 2 NRTI
1994: I risultati di due studi clinici dimostrano che l’AZT è in grado di ridurre la trasmissione materno – fetale
1995: Arriva il saquinavir, appartenente ad una nuova classe di farmaci, gli Inibitori della Proteasi (IP). Lo studio Delta e l’ACTG 175 indicano che la strada da adottare è la terapia combinazione
1996: E’ l’anno della svolta, alla XI Conferenza Internazionale di Vancouver vengono presentati i dati sulla triplice terapia con 2 NRTI e 1 IP -
1996: Alla nuova classe degli Inibitori della Proteasi si aggiungono 2 nuove molecole -
1996: Viene messo a punto il test della Carica Virale – RNA/PCR – che misura la replicazione del virus. Tale misura non è solo predittiva dell’andamento della infezione ma misura la risposta alla terapia
1996: David Ho teorizza la possibilità dell’eradicazione del virus dall’organismo (teoria smentita successivamente)
1997: La terapia combinata funziona, e diventa lo standard di cura. Drastica riduzione dei ricoveri e delle morti nelle persone che assumono la HAART. La strategia è trattare “Hard end Early” (presto e forte).
1998: Si registrano i primi fallimenti terapeutici. La terapia non riesce ad azzerare completamente la replicazione virale. Il virus dà origine a copie di se stesso che possono presentare delle mutazioni che conferiscono resistenza ai farmaci antiretrovirali
1998: Il focus è sull’aderenza terapeutica. Le terapie sono difficili da assumere: decine di pillole, orari prestabiliti, e restrizioni alimentari difficili da seguire nella vita di tutti i giorni. Inoltre, le terapie danno origine a forti effetti collaterali di difficile gestione
1998: Registrazione della Nevirapina in Europa. La nuova molecola appartiene ad una nuova classe: gli Inibitori Non Nucleosidici della Trascrittasi Inversa (NNRTI). Negli USA era stata registrata nel 1996
1998: Si inizia a parlare di Lipodistrofia
1999: La tossicità a medio e lungo termine della HAART è una dato di fatto
1999: Studi clinici dimostrano che dopo un periodo di carica virale non rilevabile si possono semplificare i regimi terapeutici sostituendo gli IP con un NNRTI, il numero delle pillole da assumere diminuisce
2000: Interruzioni Strutturate del Trattamento, si iniziano a fare studi sulla possibilità di interrompere il trattamento per alcuni periodi
2000: La XIII Conferenza mondiale dell’AIDS svoltasi a Durban in Sudafrica rivela al mondo intero che nei paesi più colpiti dall’AIDS e cioè Africa, Sud-
2000: Viene approvato Lopinavir, un potente Inibitore delle Proteasi, efficace verso i ceppi di virus resistenti ai farmaci finora utilizzati
2001: E’ consenso comune che l’inizio della terapia antiretrovirale può essere ritardato. l rapporto costo-
2003: viene registrata la prima molecola di una nuova classe di farmaci, gli inibitori della fusione. E’ il T-
2004: Si svolge a Bangkok la XV conferenza mondiale contro l’AIDS. Quest’anno -
2005: Una nuova classe di farmaci inizia la fase II di sperimentazione sono gli antagonisti del co-
Gli eventi che susseguono danno ragione agli attivisti: nel settembre 2005 GlaxoSmithKline blocca tutti gli studi del suo anti-
2006 -
Il messaggio della conferenza è “Time to Deliver” che significa che è “Tempo di compiere”, e di rendere disponibili i trattamenti efficaci in tutte le parti del mondo, visto che ancora oggi alcuni paesi non hanno le possibilità economiche per comprare i farmaci e non possono accedere ai programmi necessari di prevenzione.
Rispetto ai trattamenti non emergono dalla conferenza molte novità ma tra le poche presenti vi sono i risultati molto promettenti del nuovo inibitore dell’integrasi MK518 a 24 settimane. Presentati i dati a 48 settimane che confermano l’efficacia sia in termini virologici che immunologici dell’inibitore delle proteasi TMC114 (darunavir). Il TMC114 pare essere una ottima opzione per le persone pretrattate e con resistenze.
In attesa di un vaccino che pare a tutti molto lontano si ripescano i vecchi e nuovi metodi di prevenzione quali : il counselling e test volontario, cura delle MTS (malattie sessualmente trasmesse), diaframma, circoncisione, profilassi pre-
La PREP acronimo di Pre-
Mai come in questa conferenza appare chiaro il divario tra i programmi di prevenzione di comprovata efficacia e cioè basati sulle evidenze scientifiche e il programma ABC (Abstinence Be-
Ma la prevenzione dell’HIV è una sfida più complessa rispetto alle 3 lettere dell’alfabeto:
A Abstainence, B Be Fhaithfull, C Condom
ma è anche: C circoncisione, D diaframma, E esposizione pre e post profilassi, F female condom –controlled microbicides, G Genital tract infection control, H HSV-
2007 -
Nel 2007 si allontana la speranza di avere in tempi brevi vaccini e microbicidi efficaci.
In settembre fallisce uno degli approcci ritenuto tra i più promettenti nella ricerca di un vaccino terapeutico per l’HIV, la stimolazione di una risposta immunologia a livello cellulare. L'interruzione prematura dello studio STEP della MERCK (USA) che utilizzava l'adenovirus come vettore, era la seconda grande opzione, dopo l’impiego del vaccino Ankara (MVA) utilizzato da ALVAC nel 2003, che pur terminando la fase 3 di sperimentazione, si era dimostrato altrettanto inefficace contro il virus.
Sul fronte dei microbicidi le cose non sono andate meglio. Lo studio CONRAD (condotto con un microbicida topico CS: cellulose sulphate), i cui dati sono stati resi pubblici all’inizio del 2007, è stato chiuso anzitempo per un suo potenziale effetto lesivo sulle mucose e un suo presunto ruolo favorente la trasmissione dell’infezione. Il tasso di trasmissione era più alto tra le donne che avevano utilizzato il microbicida che non tra quelle che avevano utilizzato un placebo.
Per quanto riguarda gli antiretrovirali, abbiamo avuto motivi di soddisfazione. Anche se contenuta. Soprattutto bisogna ricordare i progressi fatti con lo sviluppo di due nuove classi di farmaci, con l’inibitore dell’integrase Ratelgravir in testa, seguito con un po’ più di cautela dall’antagonista del ricettore CCR5 Maraviroc. Il primo ha dimostrato un’efficacia inibitoria nella replicazione di ceppi resistenti come non si vedeva da tanto tempo. Il secondo sembra promettente, una volta fatta chiarezza sui fattori non ancora del tutto noti, associati al test del tropismo e alla tossicità a lungo termine.
2008 -
2009: si ridefiniscono le condizioni del rischio di trasmissione del virus HIV: Treatment as Prevention è il nuovo "dogma" che si fa strada. Alla fine del 2008 la Commissione Federale Svizzera sull'AIDS introduce un nuovo paradigma: le persone sieropositive, non affette da altre malattie sessualmente trasmissibili e sottoposte ad ART efficace, non trasmettono l’infezione da HIV per via sessuale. Nel 2009 in Italia, Lila e Nadir pubblicano la Position Paper per le coppie sierodiscordanti: Terapia e Trasmissione dell'HIV: 2 Temi collegati.
2010: si svolge a Vienna la XVIII Conferenza Mondiale "Aids 2010". "Rights here, right now" è il tema portante. Gli esperti mondiali riuniti a Vienna sottoscrivono un documento
ufficiale, la Dichiarazione di Vienna, che sancisce il fallimento della "war on drugs" e la necessità di avviare politiche sulle droghe basate sull'evidenza scientifica: la repressione non favorisce l'emersione dei comportamenti a rischio, diventando piuttosto motore del propagarsi dell'infezione da HIV nel mondo.
L’arrivo degli Inibitori della Proteasi (IP) in Italia fu caratterizzato da uno scontro molto duro tra le persone sieropositive della Lila e le Aziende Farmaceutiche produttrici di questi farmaci innovativi. Il motivo dello scontro era legato al basso numero di Inibitori della Proteasi messo a disposizione dalle aziende Merck Sharpe and Dohm (Indinivir) e Abbot (Ritonavir) all’interno dei protocolli clinici Italiani.
Nel luglio 1996, mentre dagli Stati Uniti arrivavano i dati sul drastico calo della mortalità legata alla introduzione della terapia HAART, solamente 127 pazienti all’interno del “programma di uso compassionevole” e altri 150 che erano arruolati nei protocolli clinici, erano in terapia con Inibitori delle Proteasi in tutta Italia. Per questo motivo e per denunciare che “l’avidità e le speculazioni delle case farmaceutiche produttrici dei farmaci ANTI – HIV/AIDS non dovevano prevalere sulla vita e sulla salute delle persone”, le persone sieropositive della LILA organizzarono una azione diretta davanti alla sede di Farmindustria a Milano. Incatenandosi davanti ai cancelli costrinsero i rappresentanti delle Case Farmaceutiche ad aprire una trattativa alla quale parteciparono anche tecnici del Ministero della Sanità.
A fine luglio Merck e Abbot aumentarono il numero di trattamenti disponibili (Indinavir e Ritonavir) all’interno del programma per uso compassionevole.